Come descrivere il tè

Quali sono le terminologie per parlare del tè? Come descrivere con precisione le sfumature di aspetto e di aroma che caratterizzano ogni tè?

Si può bere una tazza di tè senza farsi troppe domande, gustandosi il proprio momento di relax, ma il bello del tè è assaporarne l’esperienza nella sua totalità. E il viaggio sensoriale inizia appena avrai in mano il tè che vuoi provare.

Ecco cosa osservare quando si sceglie un tè e come descriverlo al meglio al di là del “mi piace” e “non mi piace”.

Osserva le foglie asciutte, queste possono essere:

 

  • Intere
  • Rotte
  • Arrotolate in forma lunga e sottile.
  • A forma di perle: sono i tè che vengono arrotolati dando loro la forma di piccole sfere.
  • Nelle bustine di tè generalmente si trovano foglie di tè spezzettate.

 

Una volta infuso il tè, dai uno sguardo al liquore, ovvero i liquido che risulta dall’infusione. Il liquore, soprattutto se consideriamo anche tisane, spazia da una vasta gamma di colori, dal giallo al verde, dal rosso all’azzurro. Non c’è un giusto o uno sbagliato, ma non limitarti a descrivere il tè che stai bevendo con i colori principali. Magari puoi utilizzare il termine “ambrato”  al posto dell’arancione, “paglia” al posto del giallo, “oliva” al posto del verde o “mogano” al posto del marrone: cerca di essere creativo e di sbizzarrirti!

Dopo aver osservato le foglie, esplorato il colore del liquore del tuo tè, è finalmente arrivato il momento di bere. Già dal primo sorso cerca di individuare i sapori e gli aromi della bevanda. Che cosa ti ricorda il primo sorso? Il sapore persiste o svanisce?

Di seguito troverai un elenco di caratteristiche che ti aiuteranno a definire il sapore del tè che stai degustando.

  • Astringente: Il tè è pieno di antiossidanti naturali, i polifenoli, che forniscono benefici per la salute. Sono proprio i polifenoli a dare quella particolare sensazione all’interno della bocca.
  • Vegetale: è sicuramente appropriato per descrivere i tè verdi, sinonimi di vegetale possono essere erbaceo, fresco, erba tagliata e così via.
  • Salmastro: viene spesso associato ai tè verdi giapponesi, a cui viene applicato vapore per evitare l’ossidazione. Evoca note di asparagi, spinaci e anche del profumo del mare.
  • Floreale: Evoca note dolci, con un aroma profumato di orchidea e di lillà. Molti Oolong hanno queste note floreali.
  • Tostato: particolarmente comune tra i tè verdi cinesi, è un sapore unico, un misto tra noci e mandorle e nocciole.
  • Umami: è il quinto componente del gusto – oltre al salato, dolce, acido e amaro. In giapponese significa saporito.
  • Moscato: questo termine è preso in prestito dall’uva bianca utilizzata per spumanti dolci. Moscato è vivace, astringente floreale e con un finale secco.
  • Terra: ricorda note legnose, di terra.
  • Maltato: ricorda la dolcezza del caramello, con note di orzo e di grano.
  • Vellutato: è un tè morbido, rotondo che non ha note astringenti.
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