Tè: domande e risposte

Per quanto si conserva il tè?

Il tè, se ben conservato lontano da aria, umidità, luce e fonti di calore, può durare molto, ma è consigliabile consumarlo nel giro di un anno. Per la legge Italiana la data di scadenza è fissata in 3 anni, ma bisogna però tenere a mente che col tempo perderà il suo aroma e sapore.

Tè verde e bianco sono quelli che perdono il proprio aroma più velocemente, generalmente in 6 mesi.

I tè neri invece mantengono il loro sapore per almeno un anno o due.

Più grande è la foglia e più sono arrotolate  (pensiamo ai tè oolong o alle jasmin pearls che a me piacciono tantissimo) e più rimarranno ricchi di sapore. Le foglie più piccole e maggiormente spezzate sono più a contatto con l’aria e pertanto perdono più velocemente il proprio aroma.

Come si conserva il tè?

Il segreto è tenere il tè lontano dall’aria, dall’umidità, dalla luce, da fonti di calore e da profumi forti che potrebbero essere assorbiti dal tè. La soluzione migliore è in un barattolo di latta o in un barattolo non trasparente a chiusura ermetica lontano dalle spezie e caffè.

Posso bollire più volte l’acqua per preparare il tè?

No, ogni volta che si prepara il tè bisogna utilizzare acqua fresca. L’ideale sarebbe acqua di fonte… ma in pochi hanno questa possibilità. L’acqua del rubinetto va benissimo, se è molto dura (quindi se è molto calcarea) si può usare una caraffa che filtra l’acqua.

Devo coprire la tazza durante l’infusione?

Si, tenere la tazza coperta aiuterà il tè a rimanere alla giusta temperatura di infusione e in più racchiude tutti gli aromi all’interno, senza farli fuoriuscire. La vostra tazza di tè, o di tisana, conserverà tutto il profumo!

Come faccio a capire la temperatura dell’acqua senza termometro?

Si, non sarà una misurazione precisa ma sicuramente ci andrà molto vicino. Per capire la temperatura ci vengono in aiuto le definizioni “visuali” utilizzate dai cinesi osservando la superficie dell’acqua.

Quando l’acqua è a “occhi di gamberetto“, ovvero ci sono bolle piccole, delle dimensioni di una capocchia di spillo, che salgono in superficie e poi scoppiano e il vapore è delicato, allora l’acqua avrà raggiunto i 70°

Se è ad “occhi di granchio“, le bolle sono leggermente più grandi e c’è un aumento di vapore, l’acqua avrà una temperatura di circa 80°.

Se invece la superficie dell’acqua è a “occhi di pesce“, ovvero si formano delle grosse bolle sul fondo, l’acqua è a circa 90°

Se l’acqua ti sembra un  “filo di perle”  e continui piccoli grappoli di bolle vanno verso la superficie, l’acqua è appena al di sotto del punto di ebollizione e avrà una temperatura di circa  95°

Se l’acqua ti sembra un “fiume in piena” allora avrà raggiunto i 100°

Come si ottiene il tè decaffeinato?

Esistono due metodi per decaffeinare il tè, ogni metodo con una propria serie di vantaggi e svantaggi. Il primo impiega acetato di etile, un solvente chimico, che si lega alle caffeina e la porta con sé quando viene rimosso,

Questo metodo è stato in voga per molto ed è relativamente economico. Nel secondo metodo le foglie di tè vengono messe sotto pressione con anidride carbonica. L’anidride carbonica si lega con la caffeina, e quando la pressione viene tolta, si rimuove anche la caffeina. Questo metodo è più costoso, non utilizza prodotti chimici e il tè ha più sapore, inoltre mantiene il 90% degli antiossidanti intatti, mentre il metodo che utilizza l’acetato di etile mantiene intatto solo il 20% di antiossidanti. Entrambi i metodi lasciano però una minima quantità di caffeina all’interno.

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